Così l’esercizio aiuta le terapie antitumorali
Bastano 150 minuti alla settimana

Molti sono stati gli studi che hanno dimostrato che l’aumento dell’indice di massa corporea e l’obesità sono associati a un aumento del rischio di cancro alla prostata avanzato. Ciò ha portato quindi ad interrogarsi se l’attività fisica potesse avere degli effetti positivi nei pazienti affetti da questa patologia. Si è visto che l’esercizio fisico migliora il microambiente in cui si accresce il tumore, incrementando i livelli di ossigeno attraverso un aumento dell’afflusso di sangue e riducendo i radicali liberi. Questi effetti migliorano la prognosi e impediscono che il cancro si trasformi in una forma più aggressiva.

Come per le malattie cardiovascolari, si è dimostrato che uno stile di vita occidentale, caratterizzato da un eccessivo consumo di cibi ricchi di grassi, da un ridotto apporto di frutta e verdura e da una minore attività fisica, incrementa il rischio di cancro alla prostata. Gli effetti benefici dello sport si apprezzano anche in pazienti sottoposti a radioterapia e in quelli con malattia tumorale avanzata, nei quali la terapia ormonale, riducendo i livelli di testosterone ed altri androgeni, è responsabile dei molteplici effetti indesiderati, quali riduzione della massa muscolare, della forza e della densità minerale ossea e aumento della massa grassa, maggiore incidenza di malattie cardiovascolari e disfunzione sessuale. Si è notato infatti come questi effetti indesiderati possano essere attenuati e in gran parte superati con un regolare esercizio fisico migliorando quindi la forza muscolare e il quadro metabolico, oltre che nel complesso la qualità della vita.

L’American College of Sport Medicine raccomanda 150 minuti di esercizio fisico moderato-intenso alla settimana sia durante sia dopo il trattamento: la terapia fisica potrebbe essere importante come strategia in grado di complementare e potenziare gli attuali trattamenti per il cancro alla prostata.

2018-05-23T23:49:47+00:00