Dai una mano al metabolismo: allenati in chetosi

Una riduzione dell’assunzione quotidiana di carboidrati entro una certa soglia dà l’avvio, nel giro di 24-72 ore, alla condizione di chetonuria (produzione di corpi chetonici e loro escrezione nelle urine).

L’esercizio fisico chiaramente interagisce con la velocità di ingresso in chetosi, vanno quindi compresi alcuni dettagli.

La chetosi, essendo una situazione di restrizione di carboidrati comporta l’interruzione, da parte del fegato, della produzione di trigliceridi ed avviare invece il loro consumo, con conseguente formazione dei corpi chetonici.

Il glucosio di conseguenza cala nel sangue, favorendo una riduzione dell’insulina circolante ed un aumento del glucagone.

L’esercizio fisico è intrinsecamente chetogenico e in tutte le sue forme tende ad aumentare la soglia per la quale il fegato rilascia glicogeno, facilitando l’innesco della chetosi.

L’esercizio aerobico può rapidamente indurre la chetosi se fatto al mattino a digiuno. 1 ora al 65% della capacità cardiaca massima induce un aumento significativo dei livelli dei corpi chetonici nel sangue. 2 ore di esercizio a 65% della capacità cardiaca innalzano la concentrazione nel sangue dei corpi chetonici a 3 mM nelle ore successive all’allenamento. Inoltre 5 ore dopo tale allenamento, limitando l’apporto di carboidrati a sotto una certa soglia, la chetonemia raggiunge i livelli caratteristici di un digiuno prolungato per molti giorni. Tale aumento dei chetoni post esercizio permette un parziale recupero delle riserve di glicogeno muscolare. Dal momento che il cervello inizierà ad utilizzare chetoni invece del glucosio a scopo energetico, qualsiasi fonte di carboidrati assunta verrà indirizzata alla muscolatura, che risulta essere quindi maggiormente ricettiva a tali fonti.

Se i livelli di corpi chetonici sono bassi all’inizio dell’allenamento, si assiste a un aumento delle loro concentrazioni durante l’esercizio. Ma se gli stessi chetoni sono alti già da prima (2-3 mmol/L), l’allenamento ha poco o nessun impatto sul loro innalzamento.

L’esercizio aerobico è molto utile nell’ingresso e mantenimento della chetosi, specialmente se condotto a digiuno.

2019-07-01T16:31:33+00:00

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