Palestra? Sì, ma anche i carboidrati fanno dimagrire

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Sempre più persone decidono di ricorrere a diete drastiche che prevedono una totale o parziale privazione dei carboidrati, soprattutto perché li considerano dei veri e propri nemici della linea. In realtà non è così. I carboidrati aiutano a dimagrire, sono salutari e devono essere inclusi all’interno di una dieta sana.
Questo è ciò che emerso dalla nuova ricerca dello studioso Maciej Banach, responsabile del centro per l’ipertensione dell’Università polacca di Lodz. Secondo lo studio, le diete povere di questi macro-nutrienti sono squilibrate e dannose per l’organismo e quindi possono mettere a rischio anche il cuore.
Durante l’ultimo Congresso Europeo di Cardiologia, il responsabile del Centro per l’ipertensione dell’Università polacca di Lodz e coordinatore della ricerca Maciej Banach inoltre ha affermato: “Le persone che consumavano una dieta povera di carboidrati, convivevano con un maggior rischio di morte precoce. Sono inoltre risultati più alti i tassi di decesso per singole cause, quali l’ictus, i tumori e le malattie coronariche”.

I carboidrati devono essere assorbiti nella giusta misura.
Nella ricerca è stata esaminata anche la relazione tra l’adozione di una dieta a basso contenuti di carboidrati ed i tassi di morte con le rispettive cause avvenute nel tempo. Il campione di riferimento era composto da 25.000 persone. I tassi più alti di decesso si sono registrati tra coloro che seguivano uno stile di vita alimentare povero di carboidrati e sono stati dovuti a: cause cardiache (malattia coronarica) e  cause cerebrovascolari (ictus).

Più basso è invece il rischio di ammalarsi di cancro
L’evidenza è stata poi confrontata con l’esito di una metanalisi che è stata condotta su sette studi prospettici. Sono stati osservati all’incirca 450 mila pazienti per quasi quindici anni.Secondo Banach “Le diete a basso contenuto di carboidrati potrebbero essere utili a breve termine per perdere peso, abbassare la pressione sanguigna e migliorare il controllo della glicemia. Ma il nostro studio suggerisce che nel tempo non sono alleate della salute, anzi.”Alla base del rapporto gli tra gli stili di vita alimentari a basso contenuto di carboidrati e il più alto tasso di mortalità, troviamo un maggiore consumo di proteine animali e della carne rossa. Questi alimenti sono inoltre associati in modo particolare ad un aumento del rischio di ammalarsi di cancro.  “Il ridotto apporto di fibre e frutta e un maggiore consumo di proteine animali, colesterolo e grassi saturi potrebbero giocare un ruolo non trascurabile, in questo senso. Senza trascurare le differenze negli apporti di minerali, vitamine e sostanze fitochimiche potrebbero essere coinvolte”.

Ma qual è la giusta quantità da mangiare?
La dieta mediterranea prevede che l’apporto di energia attraverso gli zuccheri complessi corrisponde al 50-60% del totale giornaliero. Come indicato dalle linee guida Internazionali, circa la metà del fabbisogno giornaliero di energia di cui abbiamo bisogno deriva dai carboidrati. Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana, va bene mangiare almeno 80 grammi di pasta al giorno, meglio ancora se è pasta integrale. Inoltre sarebbe opportuno preferire gli amidi e le fibre perché aumentano il senso di sazietà riducendo i picchi di glicemia. Eliminare i carboidrati dalla propria alimentazione è sbagliato e dannoso per la nostra salute. Se da una parte l’iniziale riduzione dei carboidrati può portare più facilmente ad una perdita di peso, dall’altra potrebbe farci cadere nella cosiddetta “Weight Cycling Syndrome”. Questa infatti ci porta a recuperare nel breve e nel medio periodo, tutti i chili persi nelle prime settimane di dieta.

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