Quel toccasana del tè verde. La ricerca conferma la tradizione

Categories: Alimentazione

Il tè è una medicina miracolosa per mantenere la salute,
ha lo straordinario potere di prolungare la vita.

(Eisai-“Mantenere la salute bevendo tè”)

 

Correva l’anno 2700 a.C., narra la leggenda, quando l’imperatore cinese Shen Nung bevve per la prima volta il tè mettendo in una brocca di acqua bollente le foglie della pianta. Era l’inizio della millenaria tradizione che si sarebbe diffusa in tutto il mondo e che porterà il monaco giapponese Eisai a scrivere un libro intitolato “Mantenere la salute bevendo tè”.

In effetti, il tè verde è ricco di catechine, sostanze cui sono state attribuite numerose proprietà biologiche: il controllo della pressione sanguigna, del colesterolo, della riduzione del peso, nonché funzioni antiossidanti e antitumorali. In particolar modo la epigallocatechingallato (EGCg) è la catechina più potente e abbondante del tè, che diversi studi hanno mostrato avere capacità antiproliferative, anti-angiogeniche ed apoptotiche (morte cellulare programmata). Inoltre, è in grado di aumentare l’attività di alcuni enzimi detossificanti e di proteggere l’organismo dagli effetti deleteri di inquinanti e composti cancerogeni.

Dal punto di vista urologico, diversi studi epidemiologici, mostrano come il cancro alla prostata sia meno diffuso tra gli uomini asiatici rispetto a quelli occidentali: forse proprio perché i primi fanno più largo consumo di tè verde? Chissà. Certo è che la comunità scientifica sembra concordare sul fatto che il consumo di tè verde sia correlato a un minor numero di casi di tumore della prostata. In letteratura, sono diversi gli studi che analizzano le proprietà del tè ed i suoi effetti in campo oncologico, tra questi uno  studio giapponese dell’università di Nagasaki  dal titolo Anti-Cancer Effects of Green Tea Polyphenols Against Prostate Cancer pubblicato  nel Gennaio 2019 sulla rivista Molecules, descrive vari meccanismi sugli effetti anti tumorali delle varie componenti del tè ed in particolare del epigallocatechingallato, riportando anche una regolazione del recettore degli androgeni, implicati nei meccanismi di induzione e progressione del tumore della prostata. Infatti, dallo studio si evince tra gli altri come tali principi contenuti nel tè siano in grado di bloccare nelle colture cellulari la produzione del recettore per gli androgeni e indurre la morte delle cellule neoplastiche di tumore cellulare.

Sebbene altri studi siano necessari per chiarire a fondo i meccanismi ed i possibili risvolti clinici e pratici nelle terapie antitumorali e non solo, un altro tassello si aggiunge nel puzzle dei benefici del tè.

 

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