Ridurre la fatica e sentirsi più forti, ma a che prezzo?

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Oggi vincere è diventato più importante del  “gioco” stesso e non stupisce gli atleti cerchino ogni tipo di vantaggio rispetto agli avversari. Quel che preoccupa è che sempre più spesso, soprattutto tra gli adolescenti, presi come sono da una vera e propria frenesia da competizione, lo si faccia a “qualsiasi costo”.

I più giovani sono infatti i maggiori consumatori di quelli che vengono definiti integratori ma che a tutti gli effetti possono quasi sempre definirsi veri e propri farmaci. Si tratta di sostanze che se da un lato possono migliorare le prestazioni, dall’altro come tutti i farmaci presentano degli effetti collaterali.

Queste sostanze si possono distinguere in quattro classi: androstenedione, creatina, steroidi anabolizzanti e alcaloidi dell’efedra. Molti di questi farmaci dovrebbero essere venduti solo dietro prescrizione medica, ma non è difficile reperirlo online attraverso siti internet non sicuri.

In particolare, l’androstenedione e i suoi derivati, il Dhea e il 19-n-esteresterone, sono pro-ormoni che si convertono nel fegato in testosterone e sono venduti sotto forma di pillola. Questi farmaci hanno un ruolo importante nella pratica clinica, ma la maggior parte degli studi indica un utilizzo improprio in adolescenza compreso tra il 2,5 e il 5%. Alcuni anni fa, l’androstenedione è balzato sulle prime pagine dei giornali quando Mark McGwire ha infranto il record di fuoricampo in una sola stagione sotto l’effetto di questa sostanza.

L’effetto di questi farmaci, se assunti in dosi elevate, è quello di aumentare i livelli sierici di testosterone e conseguentemente anche quelli di estrogeni. Riducono la fatica ed aumentano la forza, ma a che prezzo?

Gli effetti collaterali includono la ginocomastia irreversibile, la chiusura prematura delle placche di accrescimento osseo, l’acne, la perdita dei capelli, l’atrofia testicolare e temporanei cambiamenti nella personalità, compresi comportamenti aggressivi. Questi comportamenti possono includere “rabbia steroidea” o “rabbia da steroidi”, una risposta di rabbia intensa ed inappropriata. Infine, non c’è motivo di credere che la dipendenza non sia una possibilità con tali farmaci assunti a dosaggi elevati.

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